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proiezioni


L' incontenibile gioia di mamma'! Margherita Barison medaglia di bronzo ai campionati Italiani di pugilato Fpi 

Ma tu perché fai il pugile?
 Perché non ballo e non canto

Quant'è bella giovinezza 

Piano piano si ricomincia

TORNEREMO PIU' FORTI DI PRIMA

Odio aver paura. Quella paura viscida che s'impossessa della gola e del petto. Quella paura che ti paralizza e ti rende inerme.. Voi che potete state a casa 

La vita è come la boxe in molti particolari inquietanti. Ma la boxe è soltanto come la boxe. (Joyce Carol Oates) 

A volte le cose più semplici possono diventare straordinarie se sono fatte assieme alle persone giuste.Nicholas Sparks

Salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle
 

Onoro il braccio che muove il telaio.
Onoro la forza che muove l'acciaio.


Voler cambiare non e' stata scelta folle ne utopica, Cambiare e' stata una scelta di giustizia ...


Officina della Boxe
Union Boxe Mestre
pugilato giovanile e agonistico
via Del Commissario 44 Padova
c/o Casa a Colori zona Crocefisso 

E' giunto il tuo tempo
Non puoi fermarti Non puoi indietreggiare  Non devi rinunciare Devi guardare chi hai accanto e una volta deciso sfidare il destino ......                                                     
Combattere sempre arrendersi mai!! 

Spesso si guarda solo al risultato finale senza pensare all impegno e agli immensi sacrifici che ci stanno dietro..!! 

Un giorno il diavolo mi sussurrò all'orecchio: Tu non sei abbastanza forte per affrontare la tempesta. Ed io gli sussurrai io sono la tempesta!! Lorenzo"El Toro"Barison - Enrico Peron

Che sia per una vittoria o per una sconfitta , se ti volti li troverai sempre al tuo fianco 

  • Il ritmo, nel pugilato, è tutto. Qualsiasi movimento tu faccia, nasce dal cuore: o questo ha il ritmo giusto, o sei nei guai. (Sugar Ray Robinson)

Fai della tua vita un sogno, e di un sogno, una realtà.
Antoine-Marie Roger de Saint-Exupery

Quando indossi questa canotta
non hai l'obbligo di vincere ma devi rispettarla e sudarla dal primo all'ultimo minuto.. ovunque e contro chiunque!! Unionboxemestre

"Se mostriamo emozioni, siamo definite melodrammatiche. Se vogliamo giocare contro gli uomini, siamo pazze e se sogniamo di avere pari opportunità, restiamo deluse Quando ci schieriamo in favore di qualcosa, siamo squilibrate. Se siamo troppo brave, c'è qualcosa di sbagliato in noi. E se ci arrabbiamo, siamo isteriche, irrazionali o semplicemente pazze".
Se vogliono chiamarci pazze, bene Mostriamo quello che delle pazze possono fare" "È da pazzi fino a quando non lo fai"
 

Quando il tuo Maestro ti corregge ringrazialo due volte: la prima perché ti sta trasmettendo il suo sapere, la seconda perche' crede tu sia capace di apprenderlo!
In foto Adriano Favaro Team Manager
Union Boxe Mestre
e i pugili Lorenzo Margherita Laura  

Gli skates potenziano l'equilibrio la coordinazione motoria e la propriocezione. Capacità indispensabili in tutte le discipline laddove il gioco piede /ginocchio riveste un ruolo fondamentale nell' esecuzione del gesto tecnico come nel pugilato 

Non si gioca con il PUGILATO
Diffida di chi insegna il pugilato privo di titolo e guarda caso quasi sempre senza esser mai entrato in una palestra di boxe..
L' unica garanzia e' chiedere la certificazione federale che accerti che il Tecnico sia in regolare possesso dei requisiti per insegnare oppure dal sito www.fpi.it  ricerca tecnico

Mentre passavo tra metropolitane, negozi e casinò, il mio senso del tempo divenne sempre più distorto e consideravo come cerchiamo il sole in pieno inverno o come spendiamo troppo tempo seduti al chiuso, come perfino nei giorni nuvolosi una camminata fuori sia un gran tonico.
E la mia mente ha preso coscienza su quanto la nostra relazione con la luce del sole può influenzare, ed addirittura danneggiare, la nostra salute." 

Dal libro "Chasing Sun" di Linda Gedde 

Per essere un buon tecnico, devi amare i risultati dei tuoi atleti come fossero i tuoi..devi predisporre la programmazione e gli allenamenti come se fossi tu a salire sul ring ma con il corpo del pugile ..Un tecnico deve saper trasmettere passione che alla fine vale più di mille nozioni, tecnicismi e di risultati ottenuti in carriera J.Sparrow 

Photo Freddie Roach 

Nessuna conoscenza, seppur eccellente e salutare, mi darà gioia se l'apprenderò per me stesso.Se mi concedesse la sapienza con questa limitazione, di tenerla chiusa in me, rinunciando a diffonderla, la rifiuterei Lucio Anneo Seneca 

Chi si accontenta gode "l'ha detto uno che nella vita ha saputo solo raccogliere ciò che gli è caduto dal cielo, che non si è spinto mai oltre il sentiero, che non ha realizzato il suo sogno e nemmeno ci ha provato. È più facile accontentarsi che vivere per realizzarsi." Chi si accontenta gode "è la filosofia dei finti soddisfatti, degli infelici camuffati, dei depressi sorridenti e dei falliti pseudo ignari. Di notte si sogna e di giorno si combatte. Non c'è altro da fare." Chi si accontenta muore"
Francesco Castrofilippo

Più vado avanti più mi rendo conto che il pugilato non e' cosa per tutti ...anzi e' solo per pochi.
E' solo per i più forti che sanno combattere le loro paure. E' solo per quelli che amano questo sport come i loro sogni .E' solo per quelli che nonostante tutto si va avanti perché alla fine il bicchiere e' sempre mezzo pieno.E' solo per quelle donne e quegli uomini che sanno usare lo strumento più potente dell' universo ..LA VOLONTA'  

Se non sai dove stai andando, voltati a guardare da dove sei venuto!! Sunday training 

Ci son due modi di fare e concepire il pugilato, anche se possiamo tranquillamente estendere la cosa ad ogni sport Il primo e' semplicemente trovare delle scorciatoie e avvalersi di quel poco che basta per rimanere nella sufficienza, perché il troppo e' faticoso e forse "storpia" ..e poi c' è la modalità superiore, suprema, eccelsa, quella più dura, quella dove si va oltre, dove si espolora il limite per superare se stessi, giorno per giorno, passo dopo passo con sacrificio e abnegazione..

Perchè indimenticabile ancora sei per me Tutte le cose che farò avranno dentro un po' di te
perchè lo so dovunque andrai in ogni istante resterai indimenticabile 

Uomini forti destini forti...
Sei grande tu..davvero ti alleni di pugilato e vuoi diventare pugile? Fantastico ...ora pero' voglio chiederti due cose semplici semplici .. ma quando ti svegli pensi al pugilato? Quando sei in giro per casa ti e' mai capitato di partire con una combinazione di colpi..cosi' per il gusto di farla? Ultima giuro.. per caso quando stai mangiando o sei con gli amici ti ricordi che sei o vuoi diventare un pugile? Senza dubbio, e di questo ne son certo, con il tempo si migliora la tecnica e si affina la tattica.. voglio dire e' quasi scontato che se ti alleni diventi piu' bravo, ma finche' il pugilato non ti scorrera' nelle vene e lo sentirai pulsare ad ogni sistole per 24 ore al giorno, fino a quando non sara' un tarlo nella tua mente .beh mi spiace dirtelo amico mio sei destinato a rimanere sempre e solo uno che si allena di pugilato..Forse un po' pugili si nasce..solo un po' pero' .. 

Un amico mi ha chiesto "Perchè continui a pagare per far fare Boxe ai tuoi figli?"

Beh, devo confessarvi che io non pago per far fare Boxe ai miei figli; personalmente non può importarmi di meno della Boxe.
Quindi se non sto pagando per il Pugilato per cosa sto pagando?

Pago per quei momenti in cui i miei figli son così stanchi che vorrebbero smettere ma non lo fanno
Pago per quei giorni in cui i miei figli tornano a casa da scuola troppo stanchi per andare in palestra ma ci vanno lo stesso
Pago perchè i miei figli imparino la disciplina
Pago perchè i miei figli imparino ad aver cura del proprio corpo
Pago perchè i miei figli imparino a lavorare con gli altri e a essere buoni compagni di squadra
Pago perchè i miei figli imparino a gestire la delusione quando non ottengono la vittoria che speravano di avere ma devono ancora lavorare duramente
Pago perchè i miei figli imparino a crearsi degli obiettivi e a raggiungerli
Pago perchè i miei figli imparino che ci vogliono ore ed ore ed ore di duro lavoro e allenamento per creare un'identità , e che il successo non arriva da un giorno all'altro.
Pago per l'opportunità che hanno e avranno i miei figli, di fare amicizie che durino una vita intera
Pago perchè i miei figli possano stare su un Ring anzichè davanti a uno schermo
Potrei andare avanti ancora ma, per farla breve, io non pago per il Pugilato; pago per le opportunità che il Pugilato da ai miei figli di sviluppare qualità che serviranno loro per tutta la vita e per dar loro l'opportunita di far del bene alla vita degli altri. E da quello che ho visto fino
ra penso che sia un buon investimento. 

A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.Ai pazzi per amore, ai visionari,a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti.Agli uomini di cuore,a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.Ai poeti del quotidiano.Ai "vincibili" dunque, e anche agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali,ancora si sente invincibile.A chi non ha paura di dire quello che pensa.A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.A tutti i cavalieri erranti.Corrado d'Elia 

Non c'è giorno che non si ripeta la medesima scena in molti paesi e città italiane, quasi alla stessa ora e con le medesime modalità.
Un uomo apre la porta di una palestra in attesa dei pochi o tanti che la frequentano, rappresentanti di un'umanità variegata, afflitta da mille problemi e aspettative diverse. All'interno il ring, gli attrezzi che oscillano dal soffitto, fotografie e manifesti appesi alle pareti e l'inconfondibile odore di fatica e sudore che nulla e nessuno riescono mai ad eliminare del tutto ed è bene sia così. Talvolta il contesto è persino con qualche pretesa d'eleganza, ma più spesso tutto è rimasto quasi inalterato attraverso i decenni e non è detto che non consista in ciò il fascinoso segreto di una palestra di boxe. I ragazzi si cambiano, cominciano ad allenarsi e si rivolgono all'uomo chiamandolo "maestro", una parola che ormai nemmeno i bambini delle elementari adoperano più.
In latino significava il "più grande". Poi col tempo venne usato per indicare coloro che occupavano importanti cariche politiche o militari e in seguito le persone abili in qualche arte o mestiere, sino a diventare infine sinonimo del "sapiente" in grado d'insegnare al prossimo. Quasi sempre ex-pugile, talvolta ricco di un glorioso passato, sovente con trascorsi senza acuti e riflettori, il maestro ha fatto del pugilato lo scopo e la malattia della propria esistenza. Quando la boxe era ancora una cosa seria e popolare, tante persone anche di lustro si davano di gomito per assumere incarichi di dirigenza nelle società dilettantistiche e su-su sino ai massimi livelli.
Poi la discesa e con essa la necessità di riempire le caselle a cui nessuno aspira più. Ed ecco il maestro ricorrere con crescente frequenza alla moglie, ai fratelli, ai figli, agli amici prestanome pur di far sopravvivere la palestra, pagando sia in termini di portafoglio che di energie familiari una passione che gli procura, se non soddisfatta, quasi crisi d'astinenza come se fosse tossicodipendente. Una realtà commovente, ma pure un enorme limite dell'odierna Noble Art, che non può aspirare ad una riscossa basandosi sull'affettuosa e paziente disponibilità di amici e parenti.
Il maestro non ha orari e probabilmente anche quando svolge il quotidiano lavoro "vero" per arrivare a fine mese, una parte del suo cervello resta sempre là, sulla panca degli spogliatoi, a pensare all'affitto da pagare, alle visite mediche, ai ragazzi che devono combattere e a come organizzare l'ennesima trasferta in giro per l'Italia. E' come un cercatore d'oro...Fatica, ammattisce, urla, insulta, incoraggia, fantastica, litiga, s'infuria e si commuove per un esercito di ragazzi, ma soltanto pochissimi tecnici alla fine trovano la grossa "pepita" rappresentata dal campione che può dare un senso alla vita, mentre ai più non restano che le minuscole pagliuzze d'oro rappresentate da titolini locali, destinati a perdersi nel vento in un batter d'occhio.
Ma per quei suoi giovani allievi il maestro è spesso disposto a tutto, da gesti d'incredibile nobiltà alle più squallide meschinità, infatti ciò che lo "frega" è l'immensa passione alla quale non riesce a dare un limite, nonostante a volte basti una ragazzina che fa gli occhi dolci, una compagnia di amici "tiratardi", un repentino amore per qualche altra cosa o l'insofferenza a stringere i denti, perché anche il più talentuoso dei suoi pulcini l'abbandoni dall'oggi al domani senza neppure fornire spiegazioni e sussurrare "grazie", vanificando in pochi istanti anni di dedizione.
I pettegolezzi ai danni del collega al momento assente, le furibonde liti sulla scaletta del ring per un verdetto ritenuto ingiusto, gli anatemi lanciati ai "grandi" dirigenti seguiti da ossequiosi e servili atteggiamenti verso gli stessi, nella remota ipotesi di un invito ad un ritiro collegiale per un proprio atleta o all'assegnazione di un torneo di modesto valore, le infinite diatribe per 10 euro in più o in meno per un rimborso-spese, tutto ciò fa parte della leggendaria "miseria e nobiltà" del mondo di numerosi "maestri" che, in verità, il meglio di se stessi lo danno nella solitudine dello spogliatoio, 5 minuti prima e 5 dopo un match vinto o perso dal proprio pupillo, quando con gli occhi negli occhi gioiscono o soffrono insieme.
Il maestro è così e così bisogna prenderlo, dal momento che è la seconda colonna portante della boxe, accanto a quella rappresentata dal pugile che è stato, è e sarà sempre la prima, in assenza della quale tutto crollerebbe. Ama talmente i guantoni da diventare persino fragile, manipolabile, ingenuo e disposto a trasformare, se pensa possa essere utile, in un belato il ruggito che lo contraddistingue durante gli allenamenti.
Invece, proprio come il pugile, basterebbe che prendesse coscienza vera e profonda della propria indispensabilità per mettere sull'attenti tutto il mondo, dal momento che solo lui e i suoi ragazzi permettono che la leggenda della boxe sopravviva ancora, a dispetto delle mille e mille ferite visibili e invisibili che le vengono inferte.
Maestro.
Un titolo che non viene da un diploma ingiallito appeso al muro, ma da qualcosa che scaturisce da dentro e che nemmeno si può spiegare; qualcosa che tormenta la vita, ma chissà come e perché la rende ancora più meritevole d'essere vissuta.

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